Botricello

Un pò di Storia.....


Il nome Botricello , probabilmente, deriva dal greco Bòthros che vuol dire "cavità scavata nella roccia".  La storia certa di questo paese è un susseguirsi di passaggi di proprietà. Infeudato per la prima volta nel 1200 da Landolfo D'Aquino, conte dello Stato di Geniocastro, fu venduto, nel 1400, ai De Riso di Catanzaro.

Dalla fine del 1400 sino ai primi anni del 1500 appartenne, invece, a Nicola Ambrogio De Tocco di Napoli e alla sua morte fu devoluto alla curia. Nel 1524 passò a Giacomo Nomicisio, nobile di Tropea. Acquistato nel 1535 da Leoncino Maurelli, di Cosenza, fu portato in dote dalla figlia Isabella, sposa del nobile catanzarese Piterà.  Nel 1616 fu Alfonso, figlio di Isabella, a possedere il feudo fino al 1633. Entrò, successivamente, a fare parte delle proprietà di Fabrizio Montalcino e poi di Ippolita Grimaldi prima di rientrare, nel 1662, in possesso dei De Riso che vi rimasero signori fino al 1800.

In seguito Botricello fu diviso in inferiore e superiore ed iniziarono a nascere nel 1874 le prime abitazioni della "marina", dopo la costruzione della ferrovia.
Il territorio in quegli anni, secondo alcuni documenti dell'epoca, venne diviso tra i De Riso, che possedevano la zona Fondaco e Botricello superiore, i De Grazia, che erano i signori di Botro, e i Bruni che possedevano la zona marina di Magliacane.


Un episodio importante, che ha segnato lo sviluppo successivo del paese, è stata la grave crisi economica che colpì, alla fine dell'800, molti centri della fascia jonica catanzarese. Da Stalettì, Badolato, San Sostene, Montauro, Montepaone, S. Andrea sullo Jonio iniziò, in questo periodo, una forte migrazione di lavoratori. L'abbondante manodopera trovò proprio a Botricello un impiego e una sistemazione definitiva. Ai primi del 1900, infatti, le famiglie De Riso e Jannone impiantarono nei loro latifondi colture intensive che avevano bisogno di molti braccianti agricoli.

L'originaria comunità iniziò ad aumentare di numero. Negli anni Cinquanta, poi, ci fu una nuova immigrazione di lavoratori. Provenienti dalla Sila e dalla Presila, nonché da Cutro e da Isola Capo Rizzuto,si trasferirono a Botricello usufruendo delle agevolazioni concesse per favorire il popolamento e la produttività del paese. Furono anni di grande sviluppo. Ma nel Sessanta si assistette a un fenomeno inverso: lo spopolamento. Furono in molti a emigrare verso la Germania, l'Australia e l'America.


Oggi.....


Oggi le belle spiagge e un clima particolarmente mite hanno dato un notevole impulso al turismo balneare che costituisce la sua principale risorsa economica. Il paese nuovo  si è sviluppato a partire dal secondo dopo guerra ai margini della Strada Statale 106 Jonica.  Il paese nuovo negli ultimi decenni ha subito un forte incremento demografico. Da denotare il nome delle vie principali della parte “nuova”, denominate “Marina di Bruni I e II e III” ma chiamate “Prima strada” e “Seconda strada”  e "Terza Strada".




Diversi lidi tutti attrezzati caratterizzano il Lungomare di Botricello – Copa Cabana – Solarium – Maracanà – Poseidon.
Inoltre, per chi vuole godersi il mare in libertà la spiaggia è talmente ampia che permette di fare spiaggia libera.
I lidi fornisco servizio di Ristorazione  e di tavola fredda.
Tutti i lidi, oltre alle funzioni di Bar, forniscono alla sera intrattenimento con Live Music, Karaoke e Disco Music.

Botricello oggi è una moderna e vivace cittadina, un importante centro agricolo e turistico in cui si ha una vasta produzione di mais, grano, orzo, barbabietola, frutta, uva, olive, pomodori, finocchi, formaggi,  tale attività non è la sola praticata nel paese; infatti una buona parte dell’economia di Botricello si basa sulla vendita di prodotti caseari quali:
pecorino, ricotta, giuncata, mozzarella, senza dimenticare che la peculiarità del paese risiede nella produzione del pane di grano e dei dolci tradizionali, tra cui troviamo “pittinchiuse”, taralli, frese, biscotti secchi e di mandorla.






Luoghi d’interesse


  • Il caratteristico centro storico
  • Visita alla chiesa di S. Michele e Santissima Immacolata che  si distingue per l’alto Campanile con Orologio e il Rosone frontale
  • Santuario della Madonna di Pompei
  • chiesa di San Francesco di Paola.







Da sapere...

L'insediamento paleocristiano In località Marina di Bruni è stato ritrovato un complesso paleocristiano. Formato da una chiesa con annessa necropoli fu individuato negli anni Sessanta e impegnò i ricercatori fino al 1972. Da allora gli scavi sono fermi e la zona è coperta da ulivi. L'edificio principale, in origine, doveva essere a tre navate. Quella centrale era lunga 15 metri e finiva con un'abside semicircolare. Qui c'era un altare. L'unico elemento perfettamente conservato è  ltare. L'unico elemento perfettamente conservato è una fonte battesimale (divisa dalla chiesa attraverso absidi multiple), formata da un tamburo cilindrico e una vasca rettangolare, alla quale si accedeva tramite un gradino semicircolare. La vasca era rivestita con piccole lastre di marmo. In tutta l'area, della chiesa e del battistero, si trova una vasta necropoli. La presenza di ulteriori ritrovamenti, difficili da collegare all'impianto principale, fanno ritenere che nel tempo siano state apportate delle modifiche. Il complesso, probabilmente, fu un presidio militare bizantino abbandonato fra il 725 e il 750 d. C., in seguito a un incendio.